sabato, 04 luglio 2009
author: Aries1974 @ 17:37
category: dalla mia libreria
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Ci sono pochi autori, sia scrittori che sceneggiatori o registi, in grado di creare una favola dark ambientata in un cimitero e renderla affascinante, originale e convincente.

Uno di questi, manco a dirlo, è  Neil Gaiman, che con The Graveyard Book è riuscito a creare un altro gioiellino da affiancare a  Coraline, Stardust e tutte le sue altre opere.

The Graveyard Book ci narra la vita di Bod  (abbreviazione di Nobody) Owens, bambino che, salvatosi per miracolo dallo sterminio della sua famiglia, viene adottato da tutti gli abitanti del cimitero vicino al quale si trovava la casa dei suoi genitori.

E così, mentre un bambino comune cresce tra giocattoli, scuola ed amici, Bod cresce tra fantasmi e licantropi, tra vampiri e streghe, tra creature innocue e mostri  in attesa; così, mentre un ragazzino a scuola impara a leggere, a scrivere e far di conto, Nobody impara anche, grazie ai suoi tutori, le arti dello svanimento, della paura ed altri piccoli grandi trucchi da fantasma.

Ogni capitolo è una  finestra a sé stante su un momento della crescita di Bod, dall’arrivo al cimitero fino ai suoi quindici anni di età quando… no, nessuno spoiler, dovrete leggerlo per sapere cos’accadrà… e così avrete modo di incontrare i Mastini di Dio, i ghoul, la confraternita dei Jack, la signora in bianco e di assistere all’incredibile Macabradanza.

Da sottolineare, poi, l’ampio uso che fa Gaiman di una sua caratteristica peculiare: il non definire coi dettagli alcuni personaggi, il non dar loro un’etichetta, ma permettere invece al lettore di capire di chi si tratta semplicemente attraverso gli indizi che lascia durante la narrazione; è in questo modo che scopriamo chi e cosa è Silas, tutore di Bod e, forse, uno dei personaggi migliori del libro.

Una storia per ragazzi, ma che farà bene a tanti adulti, una storia di crescita, di apprendimento, di legami di sangue e non, una storia da leggere e rileggere.

Un paio di citazioni:

“E’ come chi crede che se va a vivere da qualche altra parte sarà felice, ma poi scopre che non è così che funziona. Ovunque tu vada, porti te stesso con te.”

Voglio vedere la vita, voglio stringerla tra le mani. Voglio lasciare un’impronta sulla sabbia di un’isola deserta. Voglio giocare a pallone con la gente. Voglio…  Voglio tutto”

Danza una canzone/Bacia i tuoi amori/Scopri il tuo nome/E sepolti tesori…/Affronta la vita/Son affanni e piaceri/Che non sian inesplorate/Le strade di ieri”

Già… “che non siano inesplorate le strade di ieri”.

Da imparare, no?

PS: si nota che mi rifiuto di chiamare questo libro col suo orribile titolo italiano?


giovedì, 02 luglio 2009
author: Aries1974 @ 22:14
category: still life
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Stavo per postare la mia recensione di Graveyard Book, ma purtroppo devo rimandare a domani.

Stasera c’è un cambiamento di programma improvviso.

Ci vuole un minuto di silenzio.

Anzi, direi almeno 10.

Facciamo una giornata e non se ne parla più.

Sì, perché stasera il mio lettore mp3 subacqueo ha deciso di andare in coma e non sono certo che si riprenderà.

Un momento prima c’era, mi faceva compagnia, ritmava e l’attimo niente, il silenzio, kaputt.

Non potete capire il dolore.

Ma soprattutto il grandissimo giramento di palle.

Ecco.

(Sì, è in garanzia, ma come farò ad aspettare la sostituzione, eh? eh? eh?)


mercoledì, 01 luglio 2009
author: Aries1974 @ 22:36
category: riflessioni
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Una cosa che ho imparato a mie spese parecchie volte e che magari potrebbe servire a qualcun altro.

Non pensate mai di conoscere davvero qualcuno se lo avete visto solo quando stava male (fisicamente o moralmente), ma aspettate di scoprire come agisce quando sta bene: è lì che le vere facce vengono fuori e, se di alcune riceverete belle conferme, da altre, magari insospettabili, potreste ricevere brutte sorprese.

I veri sentimenti vengono fuori nel dolore, ma la vera natura viene fuori nella serenità.

Purtroppo.


martedì, 30 giugno 2009
author: Aries1974 @ 22:30
category: still life
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Dopo tanto rimandare ed aspettare ce l’ho fatta.

E’ stato un lavoro duro, ma ci sono riuscito.

Più di 9000 canzoni, tutte perfettamente ripulite, ritaggate, elaborate con tanto di immagine di copertina e perfettamente catalogate  in Itunes.

Devo ammettere che soprattutto all’interno dell’Ipod fanno la loro porca figura, così ben organizzate.

Ed, ovviamente, quando si raggiunge un risultato così gradevole si decide di condividerlo con chi dovrebbe gradire: e chi meglio della spalmipede dotata di Ipod Touch?

Bene, la chiamo, le mostro il risultato, le faccio vedere come recuperare le canzoni per importarsele.

Tutto bene, no?

Certo, non fosse per un piccolo particolare.

Quando si condivide un lavoro del genere (considerato lo smazzamento ad esso legato) ci si aspetta come risposta un “Cavoli, che bello! Grazie!”.

Ecco, il “grazie” effettivamente c’era, ma la frase effettiva è stata “Carino, grazie… ma i testi non li hai messi?”

Femmina incontentabile ed ingrata…


lunedì, 29 giugno 2009
author: Aries1974 @ 23:13
category: dalla mia libreria
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L’idea di ironizzare su una religione qualsiasi non è sicuramente innovativa né rivoluzionaria, così come quella di guardare un personaggio al tempo stesso “simbolico” e storico quale Gesù sotto un’ottica più “realistica”.

La differenza, al solito, sta nel come tale scopo viene portato avanti e sviluppato e, beh, Christopher Moore lo fa veramente bene.

Ho acquistato “Il vangelo secondo Biff” dopo averne letto recensioni entusiaste su Anobii e mi aspettavo un romanzo sulla falsariga di “Buona Apocalisse a tutti”, dissacrante, divertente, brillante, ma in realtà questo libro è assolutamente imparagonabile ad altri.

Partiamo con l’idea di base.

Levi, detto Biff, era il migliore amico di Gesù fin da bambini; ai giorni nostri viene riportato in vita da un angelo (oddio, un po’ particolare e stordito, ma sempre angelo è…) con uno scopo ben preciso: scrivere un vangelo; ma Biff non era un apostolo, era un amico, era quell’amico che ti sta accanto anche se non ti capisce appieno, quell’amico tanto diverso da te da completarti, quell’amico che farebbe di tutto solo perché sei tu a chiederglielo, quell’amico che anche se sei il Messia non si fa certo problemi a sfotterti, insultarti o riportarti coi piedi per terra… sì, insomma, uno di quegli amici da tenersi stretti: è quindi da amico, non da apostolo, che Biff scrive questo vangelo, raccontando così Gesù come nessun altro aveva mai fatto prima.

Ed infatti “il vangelo di Biff” racconta tutta la vita di Gesù, soprattutto quei trent’anni saltati dagli altri vangeli ufficiali: è così che seguiamo i due in oriente alla ricerca dei Re Magi per scoprire cosa significa essere il Messia, è così che vediamo nascere l’amicizia tra Gesù, Biff e Maria Maddalena (detta Maddi), è così che scopriamo come Gesù ha imparato a fare miracoli o ha studiato (insieme a Biff) le parole delle proprie prediche.

E mentre Gesù impara a diventare il Messia, Biff si divide tra lo stargli accanto ed il perfezionarsi nei suoi peccati preferiti, mentre Gesù pensa al sacrificio, Biff rompe il naso di chi minaccia il suo amico, mentre Gesù dubita del proprio ruolo, Biff crede ciecamente in lui, mentre Gesù approfondisce le sacre scritture, Biff si inventa citazioni quando più gli fanno comodo.

E, soprattutto, in questo modo scopriamo un Messia mai così umano e vicino, anche per un agnostico come me.

Un libro divertente, spregiudicato, sensibile, profondo, affascinante, che penso possa colpire anche molti credenti: sicuramente tutti quelli che lo sono usando il cervello; notevole, tra l’altro, il lavoro fatto dall’autore per rendere verosimile l’ambientazione di quella che vuol essere, per sua stessa ammissione, “solo” una bella storia.

Da leggere per scoprire la crescita di un Gesù diverso da come lo si poteva immaginare, l’amicizia di un vero amico e l’amore di una ragazza che profuma di legno di sandalo e limone.

Una splendida sorpresa.


sabato, 27 giugno 2009
author: Aries1974 @ 17:19
category: still life
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Sweetie si sta dedicando ad esperimenti vari sui Bonsai.

Ieri, dopo aver fatto una talea, l’ha ripiantata avvolgendola nella plastica a protezione.

“Devi vedere come si è fatta tutta la condensa dentro il sacchetto del Bonsai”

“Ah sì?”

“Sì, davvero, è pazzesco! E’ tutto impanato!”

“I-m-p-a-n-a-t-o?”

“Sì!”

“Sei sicura che non sia appannato?”

“Ah, già è vero, appannato, sì. E’ tutto appanato”.

Ok, va bene, uno si può sbagliare, non è un dramma… ma ora chi cavolo me le togle dalla testa queste inquietanti immagini di cotolette di bonsai, eh?


venerdì, 26 giugno 2009
author: Aries1974 @ 23:16
category: varie ed eventuali, musica, video
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giovedì, 25 giugno 2009
author: Aries1974 @ 22:28
category: still life
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Lo so.

Lo so bene.

So benissimo cos’ho scritto qualche giorno fa, ok?

Lo so.

E mi pento.

Mi dolgo.

Sono pentito, avvilito e dispiaciuto.

Lo giuro, credetemi.

Perché non avevo ben chiaro cosa sarebbe potuto succedere, quali sarebbero state le alternative.

Fino ad oggi.

Io stavo guidando sereno, con la prospettiva di un pomeriggio da dedicarmi, quando è arrivato il fulmine, a tradimento come la peggiore delle tragedie.

In radio parte una canzone.

O meglio, la spacciano per una canzone.

TBand, dicono che si chiamano.

Poco dopo, rabbrividendo, capisco che sta per TIMBand.

Sì, avete capito bene.

Ora soffrite con me e piangete chiedendo che tornino le Lollipop.

Anche le Tatu vanno bene.

Cazzarola, pure i Jalisse sarebbero meglio.

Scusatemi, Lollipop.


giovedì, 25 giugno 2009
author: Aries1974 @ 00:06
category: riflessioni, still life
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Ed una volta era il visto.

E va bene.

Poi c’era il questionario da riempire in aereo.

Sì, quello con domande del tipo “viene negli stati uniti per commettere atti di terrorismo?”

E va bene anche quello.

Ora c’è il sito su cui portarsi avanti.

E facciamo il questionario on line, che fa molto trendy.

Poi c’è il passaporto superultrafigoaletturaotticaepuretrasformabile.

E richiediamo pure il passaporto superultrafigoaletturaotticaepuretrasformabile.

Ed ora salta fuori la valigia con il lucchetto che però la sicurezza può aprire con un passepartout.

A che serve? Ad evitare che, se gli gira, ti facciano a pezzi la valigia cercando di tirare fuori la mutanda sporca scambiata per una bomba chimica (che poi con certe mutande hanno pure ragione, eh?).

Ma procuriamoci pure questo benedetto lucchetto che non sia mai che si faccia brutta impressione appena arrivati.

Ora, appurato che sono comunque ansioso e felice di partire per NY tra meno di due mesi, sono legittimato ad iniziare a smarronarmi per tutte queste menate?

Anche perché di questo passo temo che all’aeroporto mi chiedano di cantare l’inno nazionale americano con una mano sul cuore, l’altra che regge la valigia (sempre lucchettata col lucchetto-di-sicurezza-ma-non-per-tutti), con un piede sollevato e con Sweetie che batte il ritmo.

Ecco, a questo punto potrebbe forse anche partire il vaffanculo.

Anzi, no, il fuck off, che siamo in america, che diamine.


martedì, 23 giugno 2009
author: Aries1974 @ 23:39
category: still life
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Mi rendo conto che è una vita che non vado a spulciare tra le chiavi di ricerca che portano alcuni sfortunati naviganti su queste pagine sconclusionate.

Mi rendo anche conto che, forse, la motivazione di tale latitanza era un’inconscio desiderio di autodifesa.

Già, perché alcune le posso pure capire, tipo qualcuno che ha deciso che usare i preferiti gli sta sulle palle e preferisce scrivere “ariesblog” in google: apprezzo la stima e la fiducia, che non è mica scontato che google risponda sempre come previsto.

Oppure chi cerca il creatore di rossana e cristiano che, diciamocelo, detta così mi fa venire un pochino i brividi ed accapponare un filo di più la pelle.

O ancora le due varianti “andiamo stasera”, sintetica, secca e decisa o “dove andiamo stasera?”, ben più dolce e propositiva.

Carino anche il fatto che spesso chi cerca “il grande kahuna” arrivi qui: amo molto quel monologo e mi fa piacere essergli associato.

Ecco, qualche dubbio in più mi viene quando inizio a vedere “masochismo video”.

Qualche momento di curiosità nasce dall’accostamento “deaver vecchioni”.

Qualche risatina pensando a chi scrive “maiala ladra” e capita su questi lidi.

Un po’ di perplessità viene generata da “video sfotti sfotti”.

Ma, come sempre, arriva il momento in cui si travalica, quello in cui ogni limite viene superato e la decenza diventa una vera chimera.

Già, come altrimenti descrivere il fatto che qualcuno possa giungere qui sopra digitando “www.video gratis di vecchie in calore.com”?

Eccherrazzo… avessero almeno scritto “a pagamento”, no?