giovedì, 19 novembre 2009
author: Aries1974 @ 22:52
category: dalla mia libreria
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Tutti conoscono, o pensano di conoscere, la storia di Peter Pan e di Capitan Uncino, giusto?
Ma supponiamo un attimo che le cose siano andate un po’ diversamente.
Supponiamo che i personaggi stessi fossero diversi.
Supponiamo, per fare un esempio, che Peter Pan sia in realtà il Dio pagano Pan e che Capitan Uncino sia in realtà il suo esatto opposto.

Immaginiamo che la loro lotta si ripeta nei secoli e che rappresenti la guerra tra passione, istinto e follia da un lato e raziocionio, controllo, rigore e grigiore dall’altro.

Poi, per continuare il nostro viaggio, proviamo ad immaginare che Pan stia per tornare su questo mondo nella Roma di oggi, che raccolga una nuova legione di Bambini (ed adulti) Perduti, mentre Uncino (o Greyface che dir si voglia) è lì ad attenderlo, pronto a distruggerlo una volta per tutte ed a portare TUTTO sotto il controllo della normalità nel senso più medio del termine.

Da che parte vi schierereste? Se Pan incitasse ad orge e rave in piazza e Uncino fosse pronto ad uccidere chi lo intralcia, da che parte stareste?

E, soprattutto, siamo sicuri che una delle due parti sia quella giusta per gli esseri umani?

Se tutte queste supposizioni vi hanno incuriositi, se violenza, sesso ed ironia non vi impressionano, se volete conoscere satiri più o meno urbani, gli spiriti della città, fate, sciamani e quant’altro, allora provate ad immergervi  in questo bel romanzo di Francesco Dimitri: potreste uscirne stupiti, forse disturbati e forse entusiasti, sicuramente non indifferenti.

Ed io ho finalmente trovato un autore italiano che è riuscito a convincermi in toto ed al primo colpo, mica male, no?


mercoledì, 18 novembre 2009
author: Aries1974 @ 23:15
category: varie ed eventuali, still life
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700 euro.
700 euro per tornare a New York una settimana a febbraio.
Ed una settimana ce la si potrebbe pure ritagliare.
E tornare a casa con un Muppet.
E con il nuovo Ipod Touch.
E con altri libri in lingua.
E tornare al museo di storia naturale.
Ed andare a vedere uno spettacolo a Broadway.
E poi il Greenwich Village, giusto.
E tornare da Barnes & Nobles.
E da Starbucks.
Sono sicuro che c’è un motivo per non farlo.
C’è un motivo valido.
Ora non mi viene in mente, ma sono sicuro che c’è.
Vero?


martedì, 17 novembre 2009
author: Aries1974 @ 22:51
category: riflessioni, still life
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Dunque.

In questo momento ho 129 libri in coda di lettura.

Senza contare i libri tecnici, i volumi a fumetti e riviste varie, sia chiaro.

Certo, qualcuno di questi volumi non lo leggerò probabilmente mai, ma trattasi di casi singoli ed isolati, quindi ininfluenti.

Giusto sabato mi sono arrivati via e-bay tre volumi di Heinlein.

Quest’anno, mi dice Anobii, ne ho letti 42, l’anno scorso 65, il che porta alla logica conclusione che, esclusi arresti domiciliari ed arricchimento da superenalotto, potrei tranquillamente passare i prossimi due anni senza comprare libri e riuscire a non esaurire la coda di lettura.

Giusto?

Bene.

Ora qualcuno sa spiegarmi per quale fottutissimo motivo la wishlist continua ad aumentare ed, in contemporanea, Feltrinelli, Fanucci, Bol ed Ibs decidono di fare offerte ASSOLUTAMENTE IRRINUNCIABILI che mi portano a pensare a fare immantinente un nuovo ordine di, non dico tanto, quattro o cinque volumi accuratamente selezionati?

Eh?

E sia chiaro che “sei malato” NON è una risposta esauriente.

Valida, forse, ma non esauriente.

Uff.


lunedì, 16 novembre 2009
author: Aries1974 @ 20:27
category: still life
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Inizialmente l’avevo accolta come una novità interessante: effettivamente avere la possibilità di telefonare, messaggiare e (soprattutto per me) ricevere mail sul cellulare anche in metropolitana non mi sembrava affatto male; aggiungiamoci poi che, onestamente, non viaggiavo coi mezzi così spesso da pormi la questione ed il gioco era bello che fatto.

Ora, come alcuni sanno, sono costretto a viaggiare in metropolitana da un po’ e sarò costretto a farlo per almeno un altro mese.

Non nego che la cosa mi rompa le palle non poco, ma almeno, mi sono detto, posso leggere un bel po’ di più.

Giusto?

Giusto… a meno che non ti capiti nei paraggi colui che non aspettava altro che i cellulari prendessero in metrò.

E di solito più hai voglia di leggere più ti è vicino.

Appiccicato.

Addosso.

A volte direttamente a cavalcioni.

E fa tutto il tuo percorso.

Tutto.

Fosse anche da un capolinea all’altro, farà il tuo percorso, anche solo per terminare la telefonata.

E urla.

Perché si sa che se urli al telefono ti sentono meglio, d’altronde sono lontani… e poi ora sei pure sotto terra, no?

E racconta i cazzi suoi.

Tutti fondamentali, ovvio.

Tipo quanti capelli ha trovato nel lavandino quella mattina.

E fa domande importanti, che non possono aspettare.

Tipo “che avete mangiato?”

E tu ringhi leggendo il libro.

Provando a leggerlo.

E sognando di staccargli un braccio a morsi dicendo “ecco, io sto facendo l’aperitivo, se ti interessa”.

Ridatemi la metropolitana senza cellulari.

Ma mi accontento anche della mia macchina, davvero.


sabato, 14 novembre 2009
author: Aries1974 @ 16:58
category: dalla mia libreria
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Un breve ritorno al thriller tanto per staccare dai generi a cui sono più legato ogni tanto ci vuole senza dubbio e, di solito, Tess Gerritsen è una scelta gradevole.
Anche in questo caso non si può certo dire che il romanzo sia malvagio: sebbene si svolga prima de "Il sangue dell'altra" (sempre gradevoli le pubblicazioni italiane, eh?) si legge in modo scorrevole e permette di continuare ad approfondire la conoscenza di quelli che stanno diventando i personaggi principali dei romanzi dell'autrice, Jane Rizzoli e Maura Isles.
Un thriller, dicevo, che si legge bene, volentieri, scorrevole ed abbastanza appassionante, ma che è lontano sia da altri libri della Gerritsen che ho avuto il piacere di leggere sia da quelli di thrilleristi ancora più nelle mie corde: si nota, soprattutto, che alcuni punti avrebbero potuto essere ben più approfonditi, alcuni personaggi risultano un po' piatti e le "movitazioni" non sempre così "complete" ed "adeguate".
Non ci sono picchi, in sostanza, né in positivo né, sia chiaro, in negativo: è una buona lettura per distrarsi, ma si ferma lì.
Una sufficienza stiracchiata, direi.

La trama? Due suore vengono aggredite in un convento poco prima di Natale; una è già morta, l'altra in fin di vita.
Sarà compito della detective Rizzoli capire il motivo di una tale aggressione e, soprattutto, scoprire l'assassino.

giovedì, 12 novembre 2009
author: Aries1974 @ 23:18
category: still life
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Che poi, oddio, sono archivi di un paio di giorni, ma dato che essendo in casa non ho grandi eventi da segnalare lo ritiro fuori dal cappello, convinto poi che a qualcuno l'idiota per definizione cominciasse a mancare.

Mi chiama l'altro giorno.

- Senta, una domanda veloce (che già qui... la domanda può essere pure veloce, è la risposta che mi inquieta - NdA)
- Mi dica
- Oggi mi sono iscritto ad un sito per scaricare dei software. Un sito normalissimo (sic).
- Sì, quindi?
- Ecco, ora sto cercando di scaricarne uno e mi viene la scritta "inserire la password di accesso"
- Ok, e quindi?
- E quindi non so qual è
- E la chiede a me?
- E, non so, magari sapeva dirmi qualcosa (!)
- Direi proprio di no, ha provato quella con cui si è iscritto?
- Sì, ma non funziona
- Allora forse conviene che contatti loro, no?
- Già, forse ha ragione, grazie.

Signori, mi raccomando: se non sapete una password qualunque sul pianeta, CHIAMATEMI! Io sicuramente la so.

Ovvio.

Sigh. 

mercoledì, 11 novembre 2009
author: Aries1974 @ 20:45
category: still life
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Giuro che non è stato voluto.

So che ci saranno parecchi malpensanti e malfidenti pronti ad affermare il contrario, ma non è stato voluto.

E’ stato un incidente.

Una fatalità.

Un caso fortuito.

Oppure è stata colpa della febbre.

Ecco, sì, la febbre.

Chiamatelo come vi pare, ma non è stato voluto.

Giuro.

Assicuro che Stitch non è stato chiuso fuori sul balcone in maniera volontaria, ok?

Sia chiaro.

Ecco.

(Che poi vederlo saltare da dietro il vetro per provare ad aprire sia stato MOLTO divertente, questo è un altro discorso ovviamente…)


lunedì, 09 novembre 2009
author: Aries1974 @ 16:27
category: still life
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Non è colpa di chissà quali condizione meteorologiche.
Non è neanche colpa della stagione che sta avanzando.
Sappiate che il maltempo di questi giorni è colpa dello psicogatto.

Già, perché oggi, mentre ero seduto alla mia scrivania, non solo si è venuto a strusciare per quasi dieci minuti ma, udite udite, l'ho sollevato, l'ho messo sulla scrivania e... ho quasi timore di non essere creduto a scriverlo... ecco... giuro... credetemi.... HA FUSATO!

Certo, poi è scappato via 15 secondi dopo, eh?

Però ha fusato!

Sappiate quindi chi incolpare per il clima... ed io, intanto, continuerò a chiedermi se per caso sto morendo e non lo so ancora 

domenica, 08 novembre 2009
author: Aries1974 @ 11:59
category: dalla mia libreria
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Siete un maschio beta, uno di quelli che magari perdono nella sfida di forza coi maschi alfa, che vengono visti come strambi da buona parte del mondo ma che, guarda caso, spesso e volentieri sono in grado di veri e propri lampi di genio.

Sì, in sostanza siete una specie di nerd, geek o comunque qualcuno di appartenente a categorie similari.

Ora prendete una tragedia personale come la morte della vostra adorata moglie che ha appena dato alla luce vostra figlia.

Immaginate di vedere qualcuno accanto al letto di morte e, soprattutto, di vederlo solo voi.

Scoprite poi di vedere tanti strani oggetti luminosi in giro per la città e, di nuovo, di vederli solo voi.

Arrivate ad essere consci, grazie anche ad un libro non abbastanza preciso, di essere diventato un mercante di morte, qualcuno che prende le anime e le aiuta a passare nei loro nuovi corpi.

Troppo strano?

Per un maschio alfa sicuramente, per un maschio beta assolutamente no.

Così inizia la vostra nuova vita.

Tra dipendenti strani, popolo degli scoiattioli, Morrigan che cercano di uccidervi (magari masturbandovi prima), bonari imperatori di San Francisco, cani infernali che proteggono vostra figlia ed adorano mangiare sapone e tostapane, una sorella lesbica che vi ruba i vestiti firmati e strani esseri delle dimensioni di scoiattoli.

E, ovviamente, una catastrofe planetaria imminente.

Il tutto condito di ironia, situazioni assurde e genio allo stato puro.

Non è al livello del “Vangelo secondo Biff”, ma è un libro assolutamente godibile, degno del “Buona Apocalisse a Tutti” di Gaiman e Pratchett.

Moore, per quanto mi riguarda, è definitivamente promosso a pieni voti.


giovedì, 05 novembre 2009
author: Aries1974 @ 23:48
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Quando ho deciso di comprare (e leggere, anche se dopo un anno) “Un albero cresce a Brooklyn” non avevo idea che fosse un romanzo considerato un classico negli Stati Uniti, fatto leggere anche nelle scuole alla pari dei libri di Mark Twain; per me si trattava “solo” di un libro letto ed apprezzato da due amiche ed, in quanto tale, meritevole di attenzione.

Ed effettivamente, degno di attenzione, questo libro lo è eccome: non perché narri una vicenda epica, non perché colpisca la fantasia o tenga col fiato sospeso in attesa di chissà quale colpo discena, assolutamente no; l’attenzione è motivata dalla vita vera, dalla vita di inizio ventesimo secolo nei quartieri più poveri di Brooklyn, dalla lotta per la sopravvivenza prima e per la crescita poi di una famiglia come tante altre in un mondo che non regalava nulla a nessuno.

E’ la storia di una ragazza nata in questo mondo, una bambina abituata a lottare, coi genitori e col fratello, contro la fame, la povertà ed il freddo eppure, una volta cresciuta, conscia della fortuna avuta nel venire allevata dalla propria famiglia; è una storia di sogni, di illusioni, di tenerezza, di dolori, di risate, di vita e di morte.

E’ la storia di una ragazza e della sua famiglia, ma è la storia di tanti, tanto lontana da noi nell’ambientazione quanto vicina nelle emozioni che si leggono e vengono trasmesse.

Tanti i momenti in cui possono inumidirsi gli occhi od incresparsi le labbra e tanti i passi che si vorrebbe portare con sé.

Uno per tutti:

“Concedimi di essere qualcosa in ogni istante di ogni ora della mia vita. Fammi essere felice o triste; fa che io abbia caldo o freddo; che abbia poco o troppo da mangiare; che sia vestita elegantemente o con degli stracci, affidabile o bugiarda, degna di stima o peccatrice. Ma concedimi sempre di essere qualcosa in ogni istante. E concedimi pure di sognare quando dormo, in modo che non vi sia un solo momento della mia vita che vada perduto”